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    I criteri per la scelta di un Amministratore di Condominio

    Uno dei momenti più delicati della vita condominiale è la scelta dell’amministratore. Questo momento così importante spesso viene sottovalutato, ma è di vitale importanza. Per fare un esempio:

    • Salireste in macchina con uno sconosciuto che guida senza patente ?
    • Viaggereste su una nave consapevoli che il capitano vi porterà alla deriva ?

    Vero !!! sono esempi drastici ma rendono l’idea del mondo dell’amministrazione condominiale.

    Apriamo questo articolo con gli appellativi più ricorrenti nella descrizione dell’Amministratore:

    • avventuriare;
    • truffatore;
    • incompetente;
    • manigoldo;
    • ecc….

    le manifestazioni del malcontento sono delle più colorite, e chi più nè ha più nè metta !!!,  ma non tutti sono così, e la colpa spesso è proprio del condominio che elegge gli amministratori con le seguenti modalità:

    • il meno caro;
    • il condòmino del palazzo;
    • il più vicino al condominio;
    • quello imposto dal leader del condominio;
    • quello tutto compreso;
    • quello che lo faccio solo per voi;
    • quello in saldo;
    • maghi, fattucchiere, chiromanti e i giocolieri dei bilanci condominiali.

    Caro lettore, nonchè condòmino, se sei arrivato a questo articolo la colpa è proprio tua. Se vogliamo fare un passo indietro bastava prestare attenzione in quell’unico giorno della nomina per dare un contributo positivo alla scelta, poi magari potevi sparire da qualsiasi altra riunione assembleare ordinaria o straordinaria che sia, tanto avevi scelto il giusto capitano e potevi rilassarti sapendo che eri in buone mani, invece ora cerchi su internet la soluzione.

    LE REGOLE PER UNA CORRETTA SCELTA:

    1. Scegliere tra una rosa non meno di tre candidati;
    2. le candidature devono essere visionate prima della riunione da tutti i condòmini (potete creare anche una commissione condominiale interna che valuti preventivamente i curriculum, ma potrebbero esserci degli interessi da parte dei commissari, personalmente non la consiglio);
    3. non fate in modo che un candidato sia imposto dal leader del condominio, non sarebbe imparziale e democratico;
    4. non nominare un condòmino come amministratore, potrebbero avere degli interessi e non seguire una corretta e imparziale gestione;
    5. verificate che sia in possesso di una assicurazione;
    6. chiedete di autocertificare i carichi pendenti;
    7. non deve avere relazioni privilegiate con alcune ditte;
    8. Il numero di condomini gestiti non è sinonimo di efficienza, spesso è meglio affidarsi a quei giovani che hanno voglia di emergere, vi daranno sicuramente più ascolto e saranno sicuramente più interessati e presenti alla vita condominiale, che dei grandi studi;
    9. Scartate immediatamente il preventivo troppo basso rispetto alla precedente gestione e alle altre proposte;
    10. valutare il costo annuale nella gestione ordinaria e straordinaria, cosa è compreso e cosa no;
    11. conoscere i candidati è un elemento valutativo oltre il curriulum;
    12. Curriculum, cosa valutare ?
    • esperienza;
    • la vicinanza al condominio è valutabile nella circoscrizione di appartenenza non cè bisogno che si trovi necessariamente sulla via del condominio;
    • appartenere ad una associazione di amministratori di condominio è sinonimo di serietà;
    • corso di studi e formazione professionale, considerate che un amministratore di condominio deve essere un amministratore ma anche un pò commercialista, avvocato, geometra, architetto e ingegnere;
    • causa le dimensioni formative di cui sopra è indispensabile sapere chi collabora con l’amministratore;
    • gestione del condominio trasparente con un servizio di condivisione delle informazioni condominiali online è indispensabile;
    • deve possedere la caratteristica inderogabile dell’onestà, purtroppo valutabile solo in corso d’opera o per provata esperienza suggerita da altri condomini.

     

     

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  • Posted by Massimiliano Giusti on Giugno 18, 2015, 8:52 am

    buongiorno, nel mio condominio è avvenuto proprio questo. un gruppo di condomini storici, capitanati da un leader, ha sostanzialmente proposto un nuovo amministratore al resto del condominio. Io sono arrivato da pochissimo tempo, e mi sono ritrovato alla riunione per la scelta dell’amministratore convocata nell’ufficio di un ragioniere, che poi infatti è stato eletto. Quindi, prima che lui fosse eletto, aveva già in mano i documenti ritirati dall’amministratore precedente. Non c’erano altri preventivi. Mi sono opposto, ed ho preteso un aggiornamento della riunione. Nel frattempo ho procurato un preventivo, che nel merito offre maggiori servizi a fronte di un onere assai più basso (dai 1900 € ai 1500) Ma la maggioranza ha scelto, si fa per dire, l’altro. È evidentemente un amico del leader, a cui tutto soggiacciono. Io mi chiedo fra l’altro in una situazione del genere, dove non conta il buon senso ma l’appartenenza alla lobby, quale sia la possibilità futuro di essere ascoltati. E mi chiedo. Ma se quindi venisse proposto di ricoprire il palazzo d’oro, o di mettere le maniglie di diamanti, saremmo tutti costretti a partecipare alle spese, solo perché la maggioranza se lo può permettere. Possibile che non esista un criterio (che dovrebbe essere del buon padre di famiglia) che a parità di servizio, imponga di spendere il meno possibile? Grazie

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  • Posted by Tiziana Federici on Gennaio 20, 2019, 4:02 pm

    Per la costituzione del condominio (prima volta), dopo aver ricevuto la convocazione per costituirlo nella prima assemblea, mi sono trovata già con un amministratore già pronto ed eletto dal condomino leader, cliente già dell’avvocato amministratore, senza quindi possibilità di scelta poiché già scelto dal condomino leader e un altro condomino suo amico, premetto è un condominio piccolissimo di solo 4 appartamenti. Specifico quindi che non è stato presentato nessun preventivo, perché già era stato tutto deciso senza informarmi di nulla, neppure con una semplice lettera, e neppure a voce. Non ho mai firmato le 4 delibere per questo motivo è perché decidono sempre tutto loro, omettendo anche le mie dichiarazioni in sede di assemblea. Inoltre l’amministratore crea grande confusione inserendo, a mio avviso, (mi par di capire), importi di lavoro che non mi competono. Posso revocarlo? E quale è la prassi?

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    • Posted by Giuseppe Padovani on Gennaio 25, 2019, 6:08 pm
      in reply to Tiziana Federici

      Buonasera Tiziana,
      scusi se le rispondo solo dopo qualche giorno dalla sua richiesta ma abbiamo avuto problemi con la posta elettronica. Mi sembra di aver capito che lei sia in minoranza nel suo condominio e i restanti 3 condomini possedendo più dei 500 millesimi di legge previsti per eleggere l’Amministratore ed approvare lavori straordinari.

      Questo non significa che lei non debba partecipare alle decisioni condominiali, condividere spese e ripartizioni.

      Per quanto riguarda la revoca:

      Il legislatore all’art. 1129 c.c., comma 11, stabilisce che “la revoca dell’amministratore può essere deliberata in ogni tempo dall’assemblea con la maggioranza prevista per la sua nomina oppure con le modalità previste dal regolamento di condominio. Può altresì essere revocato dall’autorità giudiziaria, su ricorso di ciascun condomino, oltre che nel caso previsto dall’ultimo comma dell’art. 1131, se non rende il conto della gestione, ovvero in caso di gravi irregolarità”.
      In sintesi esistono due diversi tipi di revoca:

      La revoca “assembleare”;
      La revoca “giudiziale”.

      Non ho abbastanza informazioni per poterLe dire se il suo Amministratore è soggetto a uno dei casi di revoca di cui sopra.

      Se le occorrono maggiorni informazioni mi contatti.

      Cordiali saluti

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