• 26 GEN 19
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    Escort in Condominio a Roma, cosa fare

    Escort in Condominio a Roma, cosa fare

    Escort in Condominio a Roma, cosa fare

    Premessa: La maggior parte delle Escort si pubblicizzano online o attraverso riviste per accogliere i propri clienti in appartamenti spesso affittati in condominio.

    Esercitare la professione di Escort come attività libera e senza costrizione, non costituisce un illecito penale.

    Potete verificare leggendo questo link: http://www.leggerifiutizero.it/i-siti-di-annunci-di-escort-sono-legali-in-italia/

    Escort negli appartamenti della capitale

    La presenza delle escort negli appartamenti in condominio a Roma è realtà. Basta navigare sui siti di Escort per rendersi conto della concentrazione di tale professioni in zone come Prati, Gregorio VII, San Giovanni, Stazione Termini molto spesso in edifici rinomati del centro, ma anche nelle periferie limitrofe in appartamenti piuttosto piccoli mono o bilocali presi in affitto tramite agenzie immobiliari.

    Il giro di affari degli affitti alle Escort in Condominio a Roma è un problema non solo per i condomini che si trovano a che fare con un via vai di persone sempre diverse, ma anche per gli Amministratori pressati per trovare la soluzione  a quello che viene percepito come un problema da risolvere.

    La prostituzione è legale

    Dare in affitto una casa in condominio a una prostituta è legale, come è legale esercitare tale professione. Nullo ostacola anche il proprietario consapevole della professione esercitata nella sua proprietà.

    Il condominio non può opporsi a tale professione ma può ostacolarla o interromperla attuando le seguenti strategie:

    Cosa può fare l’Amministratore

    L’ Amministratori di Condominio non può esimersi dal fare qualcosa nel momento in cui è l’Assemblea del condominio che chiede una soluzione a quello che è sentito come un problema: “la presenza di una Escort in Condominio”.

    E’ possibile modificare il regolamento di condominio inserendo nella sezione diritti e doveri il divieto dell’attività di Escort in condominio e l’affitto degli appartamenti per tale professione.

    A tutela del condominio interviene anche l’art. 1587 del c.c.: “Il conduttore deve prendere in consegna la cosa e osservare la diligenza del buon padre di famiglia nel servirsene per l’uso determinato nel contratto o per l’uso che può altrimenti presumersi dalle circostanze.” A seguito dell’avviso dell’Amministratore al proprietario, il proprietario inconsapevole può, grazie all’art. 1587 citato, richiedere la risoluzione del contratto. Questo è il caso in cui il proprietario dell’appartamento che ha affittato, non è consapevole dell’attività esercitata nella sua proprietà.

     

    Cosa possono fare i Condòmini

    Una attività di Escort non sfugge all’occhio vigile dei condòmini che possono:

    Fare un Esposto ai Vigili per disturbo della quiete e attività indecorosa.

    Segnalare un’attività gestita di Escort in condominio all’Autorità pubblica nel caso specifico Guardia di Finanza e Agenzia Entrate. La denuncia, al numero 117 o recandosi di persona negli uffici preposti, non deve essere anonima, e sarà considerata una violazione tributaria soggetta a sanzione. Secondo l’ orientamento dei giudici tributari, l’attività di prostituta svolta abitualmente è assimilabile al lavoro autonomo e i proventi vanno dichiarati e tassati.

     

    FONTE: Codice civile

    FONTE: www.laleggepertutti.it

    FONTE: www.repubblica.it

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